A cosa serve l’elettrodo di riferimento nella misura del pH?

ID documento

ID documento TE11003

Data pubblicazione

Data pubblicazione 11/04/2019
Domande
A cosa serve l’elettrodo di riferimento nella misura del pH?
Sommario
Funzione e significato fisico dell’elettrodo di riferimento
 
Risposta
Quando si misura il pH di una soluzione è come se dovessimo misurare la differenza di potenziale (ddp) fra una sbarra metallica e la soluzione in cui è immersa. Per fare ciò dovremmo collegare un elettrodo alla sbarra metallica (elemento A) e inserire un elettrodo (elemento B) nella soluzione. A e B sarebbero poi collegati ad un misuratore di ddp. Questa è in realtà una cella elettrochimica di cui A e B sono gli elettrodi. In una normale cella elettrochimica il potenziale che si sviluppa nei due elettrodi è funzione del pH della soluzione e in base a questo si svilupperà una ddp tra di essi. In un sistema in cui si misura il pH, uno dei due elettrodi(B) è costruito in modo che il suo potenziale rimanga costante e non sia influenzato dalla composizione della soluzione; al variare della composizione della soluzione cambierà il potenziale sviluppato dall'elettrodo di misura (A) e pertanto la ddp tra i due elettrodi. Dato per fisso il potenziale dell'elettrodo B, la ddp misurata sarà determinata solo dalla variazione del potenziale dell'elettrodo A che a sua volta sarà correlata alla composizione/concentrazione della soluzione. Quindi misurando la ddp si risalirà al pH della soluzione.
Questo vale per la misura del pH ma per un elettrodo iono selettivo la teoria è analoga.
A seconda dello strumento l'elettrodo di misura e quello di riferimento sono separati, oppure uniti in un unico elemento fisico: si parla di elettrodi combinati nel secondo caso. Questo fondamentalmente ha il vantaggio di non risentire della differenza di temperatura che ci può essere tra due elettrodi separati e che può determinare 2 risposte diverse.
 

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